venerdì 6 febbraio 2009

Bist du mein?

[Atto Secondo, subito dopo il colloquio tra Isotta e Brangania]

Isotta getta a terra la fiaccola, dove a poco a poco si spegne.
Il venir meno della luce è il segnale per Tristano.
– Brangania si volge via costernata per raggiungere lungo una scala esterna i merli del castello, dove scompare lentamente.
Isotta osserva e spia, dapprima timidamente, lungo un viale.
Agitata da crescente desiderio, s’approssima al viale e spia con più sicurezza.
Fa cenni con un fazzoletto, prima più di rado, poi più fittamente, e infine sempre più veloce con appas-
sionata impazienza.
Un moto d’improvviso rapimento rivela ch’ella ha scorto in lontananza l’amico.
Ella si erge sempre più, e, per dominare meglio lo spazio, corre all’indietro verso la scala, e dal più alto gradino accenna all’amico che si approssima.


TRISTANO
(entra con impeto)
Isotta! Amata!

ISOTTA
(balzandogli incontro)
Tristano! Amato!

Impetuosi reciproci abbracci, durante i quali raggiungono il proscenio.

Sei mio?

TRISTANO
Ti tengo ancora?

ISOTTA
Posso abbracciarti?

TRISTANO
Posso crederlo?

ISOTTA
Alfine! Alfine!

TRISTANO
Al mio petto!

ISOTTA
Ti sento davvero?

TRISTANO
Ti vedo proprio?

ISOTTA
Questi i tuoi occhi?

TRISTANO
Questa la tua bocca?

ISOTTA
Qui la tua mano?

TRISTANO
Qui il tuo cuore?

ISOTTA
Son io? Sei tu?
Saldo ti tengo?

TRISTANO
Son io? Sei tu?
Non è inganno?

ENTRAMBI
Non è sogno?
Oh gioia dell’anima,
oh dolce, sublime,
audacissima, bellissima,
beatissima voluttà!

TRISTANO
Senza pari!

ISOTTA
Suprema!

TRISTANO
Sublime!

ISOTTA
Eterna!

TRISTANO
Eterna!

ISOTTA
Insospettata,
mai conosciuta!

TRISTANO
Sovrabbondante,
eletta e nobile!

ISOTTA
Grida di gioia!

TRISTANO
Estasi di voluttà!

ENTRAMBI
Celeste sublime
oblio del mondo!
Mio/a! Tristano mio!/Isotta mia!
Mia e tuo!
In eterno, in eterno insieme!

ISOTTA
Quanto a lungo lontani!
Quanto lontani sì a lungo!

TRISTANO
Quanto lontani sì vicino!
Sì vicino quanto lontani!

ISOTTA
Oh nemica dell’amico,
malvagia lontananza!
Esitante lentezza
di pigri tempi!

TRISTANO
Oh distanza e vicinanza,
duramente separate!
Cara vicinanza!
Deserta lontananza!

ISOTTA
Tu nel buio,
io nella luce!

TRISTANO
La luce! La luce!
Oh questa luce,
per quanto non si spense!
Il sole calò,
il giorno trascorse,
ma non soffocò
la sua invidia:
accende
il suo minaccioso segnale,
e lo infigge sulla porta dell’amata,
perch’io non vada da lei.

ISOTTA
Ma la mano dell’amata
spense la luce;
quel che la serva evitò,
me non spaventò:
in potere e protezione di donna Minne,
io sfidai il giorno!

da R. Wagner - Tristano e Isotta, tratto da Atto Secondo