lunedì 13 gennaio 2014

Svegliandomi il mattino

Svegliandomi il mattino, a volte provo
sì acuta ripugnanza a ritornare
in vita, che di cuore farei patto
in quell'istante stesso di morire.

Il risveglio m'è allora un alto nascere;
ché la mente lavata dall'oblio
e ritornata vergine nel sonno
s'affaccia all'esistenza curiosa.
Ma tosto a lei l'esperienza emerge
come terra scemando la marea.
E così chiara allora le si scopre
l'irragionevolezza della vita,
che si rifiuta a vivere, vorrebbe
ributtarsi nel limbo dal quale esce.

Io sono in quel momento come chi
si risvegli sull'orlo d'un burrone,
e con le mani disperatamente
d'arretrare si forzi ma non possa.

Come il burrone m'empie di terrore
la disperata luce del mattino.


Camillo Sbarbaro

mercoledì 1 gennaio 2014

Il primo giorno dell'anno

Ti è mai capitato di pensare che il primo giorno dell’anno è solo una convenzione? Un altro foglietto di effemeridi da consegnare al passato, una data arbitraria sul calendario fissato dagli uomini per gli uomini, che celebrano a turno il capodanno lungo i meridiani terrestri mentre l’universo, attorno, continua la sua corsa inesorabile. Se un ipotetico viaggiatore alieno avesse deciso di passare proprio ieri nei pressi del nostro pianeta avrebbe visto spicchi di Terra illuminarsi ogni ora, da nord a sud, in un mosaico infinito di colori, profana rappresentazione dei desideri del mondo.
Questa notte pensavo che, certo, è il tempo convenzionale a scandire ritmi della nostra vita, è il nostro riferimento, e in fondo è bello anche festeggiare, ciascuno a modo suo, lo scoccare di una mezzanotte, fissare un punto di arrivo e di partenza per nuovi progetti, iniziative, speranze, sognare un futuro finalmente diverso perdendosi tra fuochi di colori e aria bruciata. Ma a pensarci bene sono solo rumori, rumori che fanno sottofondo per le stelle: cresciamo e cambiamo ogni giorno, ogni istante, magari dovremmo imparare a farlo, essere consapevoli di questo tempo individuale, ché solo così cambieremmo davvero le prospettive al mondo.
Dopo tanto frastuono, auguri tutti uguali e traboccanti di bollicine, milioni di parole sparse in tutte le lingue, è forse il momento di un sorriso silenzioso, da regalare e regalarci, da conservare con cura per i giorni in cui il rumore dei pensieri sarà più forte di oggi. Per non sprecare il tempo che ci rimane.

martedì 19 novembre 2013

"Le sue cicatrici più grandi erano sotto la pelle, ad una profondità tale che soltanto chi bucava l'essenza poteva trovarle."
Serena Santorelli
"Tentare ha un senso fino ad un attimo prima di rendersi ridicoli."
Paola Felice

giovedì 14 novembre 2013

Vita e giorni


"Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita."
Rita Levi Montalcini

mercoledì 13 novembre 2013

"Non si possono far tacere gli occhi."

Paola Felice

mercoledì 30 ottobre 2013

Il futuro verrà da un lungo dolore e da un lungo silenzio.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere