mercoledì 8 giugno 2011

L'infinito

Il vero è l’intiero. Ma l’intiero è soltanto l’essenza che si completa mediante il suo sviluppo. Dell’Assoluto devesi dire che esso è essenzialmente risultato, che solo alla fine è ciò che è in verità; e proprio in ciò consiste la sua natura, nell’essere effettualità, soggetto o divenir-se-stesso.

Hegel - Fenomenologia dello spirito

venerdì 3 giugno 2011

La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

Gabriele D'Annunzio

martedì 31 maggio 2011

Il vero carattere di un uomo si riconosce in ciò che lo diverte.

Joshua Reynolds

martedì 3 maggio 2011

La felicità è benefica per il corpo, ma è il dolore che sviluppa i poteri della mente.

La sofferenza è una specie di bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.

L´amore è lo spazio e il tempo resi sensibili al cuore.

Se sognare un poco è pericoloso, la sua cura non è sognare meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo.

Tutti siamo costretti, per rendere sopportabile la realtà, a tenere viva in noi qualche piccola follia.

Marcel Proust

sabato 30 aprile 2011

Ricerca

Un cuore che cerca sente che gli manca qualcosa, ma solo il cuore che ha perduto sa cosa gli manca.

Johann Wolfgang Goethe, Le affinità elettive

giovedì 28 aprile 2011

My hands, they were strong, but my knees were far too weak...

mercoledì 27 aprile 2011

Padre nostro

Quando sei venuto giù
Questo mondo non capì
Ti coprirono di spine
In un lontano venerdì

Molti risero di te
E di chi ti accompagnò
Ma il potere di ogni Re
La tua parola cancellò

Tra l’amore e la pietà
Questa certa verità
È rimasta dentro l’anima con noi

Ora guardaci, se puoi
E ricordati di noi

Dove sei stanotte Tu
Se la gente adesso va
In un mare non più blu
Per elemosine in città

Dove sei adesso Tu
Se nel buio di una via
C’è chi vende e c’è chi compra
Il niente che ti porta via

Devi dirci dove sei
Perché vivere vorrei
Quanto male si è fermato adesso qui
Dove sei finito?

Mentre qui combattono
Mentre tutti scappano
Mentre qui calpestano
La dignità degli uomini
Tu dicci come vivere

Dove sei stanotte che
queste lunghe malattie
han lasciato cicatrici
grandi come quelle Tue

Dove sei ritorna qui
perché il debole non sia
una vittima lasciata sola
al freddo per la via

devi dirci dove sei
perché dirTelo vorrei
che la vita non è facile per noi
come siamo soli

Mentre qui combattono
Mentre tutti scappano
Mentre qui calpestano
La dignità degli uomini
Tu dicci cosa scegliere

Dove sei stanotte io Ti cercherò
(dove sei)
dove sei se non ci sei io non ci sto

dove sei adesso Tu,
dove sei stanotte Tu,
dove sei che questa luce adesso
non ritorna più

devi dirci dove sei
perché vivere vorrei
e la vita non è facile per noi
siamo tutti soli

mentre qui combattono
mentre tutti scappano
mentre qui calpestano
la dignità degli uomini

dove sei adesso Tu,
dove sei stanotte Tu,
dove sei che questa luce
deve accendere
e non spegnere mai più

dove sei adesso Tu
(dove sei)

O.r.o.