martedì 21 settembre 2010

Sguardo interiore

Per diversi anni fui quasi pazzo, poi trovai me stesso fissando diritto nella spaventosa faccia della follia.
Edvard Munch

Munch e lo spirito del nord. Scandinavia nel secondo Ottocento
dal 25 settembre 2010 al 6 marzo 2011 a Villa Manin - Passariano di Codroipo (Udine)

lunedì 6 settembre 2010

Il rispetto per la Vita

Il rispetto per la Vita è una delle grandi conquiste dell’uomo, è un segno di civiltà.
E la Vita non è solo la “nostra” Vita, ma anche quella di tutto ciò che ci circonda.
Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma.
Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani.
Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti.
Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita.
Infliggere loro sofferenze per crudeltà, o peggio per divertimento, è un atto di violenza e un segno di arretratezza morale che non fa parte del mondo civile.
Per questo è necessario porre un freno al massacro degli animali nella stagione venatoria, fino alla totale abolizione della caccia.
Non è degno di un Paese civile uccidere per sport, spesso con metodi crudeli, esseri viventi ignari e indifesi.
Per questo va eliminata la inumana detenzione di animali nei circhi e negli zoo.
Per questo va drasticamente vietata l’importazione di animali esotici da altri Paesi e continenti.
Per questo va regolamentato il barbaro trasporto di animali da macello in condizioni vergognose, senza cibo e acqua per giorni, ammassati in spazi invivibili.
Anche agli animali presenti negli allevamenti occorre garantire un ambiente sano e che consenta libertà di movimento.
Per questo deve essere sempre vietato il feroce sgozzamento degli animali da macello senza stordimento e la conseguente agonia per dissanguamento.
Per questo va vietata e penalizzata la vivisezione, che è priva di reale validità scientifica.
Va inoltre punito l’abbandono degli animali domestici e la loro detenzione in condizioni degradanti e va promossa un’azione di sensibilizzazione contro l’uccisione di animali per ricavarne capi di abbigliamento, come le pellicce.
Gli animali nascono uguali davanti alla Vita e per questo hanno il diritto di essere rispettati.
Rispettando gli animali, rispettiamo noi stessi, la natura di cui facciamo parte e, soprattutto, rispettiamo il valore della Vita.

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mercoledì 25 agosto 2010

L'attesa della felicità

La felicità arriva, mancano solo 24 ore!!!

venerdì 6 agosto 2010

Antichi suoni, sapori e profumi


Antichi suoni, sapori e profumi di una nobiltà sconosciuta al presente si coniugano alla gioia dello stupore per l'autentica semplicità.
E così, tra le mura di un antico mondo, si ritrova quel silenzio capace di intonare il ritorno a se stessi.
Grazie Donatella ed Andrea per la premurosa e discreta accoglienza, virtù proprie dei migliori ospiti, quelli che ti sanno far sentire a casa.

Weekend 31 luglio / 1 agosto 2010 - Castello della Botta - San Pellegrino Terme


sabato 24 luglio 2010

L'individuo appare per un istante, raggiunge la comunità di pensiero, la modifica e muore; ma la specie, che non muore, raccoglie i frutti della sua effimera esistenza.
[...]
Un uomo è la storia dei suoi respiri e pensieri, azioni, atomi e ferite, amori, indifferenze e antipatie; nonchè della sua razza e nazione, del suolo che ha nutrito lui e i suoi avi, di pietre e sabbia dei suoi luoghi famigliari, battaglie spente da tempo e conflitti di coscienza, di sorrisi di fanciulle e lento discorrere di vecchie, degli accidenti e dell'agire graduale della legge inesorabile, di tutto questo e di altro ancora, una singola fiamma che obbedisce in tutto alle leggi che regolano il Fuoco stesso, e tuttavia è accesa e smorzata da in un istante all'altro, e non può più essere riaccesa per tutti i secoli a venire.

Philippe Besson - Un amico di Marcel Proust

mercoledì 7 luglio 2010

Scrivere è come baciare, solo senza labbra.

Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del nord

martedì 6 luglio 2010

Se ammettiamo che l'uomo possa essere governato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere.
In questo, credo, quelli che superficialmente chiamiamo pazzi sanno vivere più di chi si appiccica addosso l'ipocrisia della normalità.
Ma chi è davvero "normale"?