mercoledì 17 febbraio 2010

17 febbraio: giornata internazionale del gatto

Gatto che giochi per via
come se fosse il tuo letto,
invidio la sorte che è tua,
ché neppur sorte si chiama.
Buon servo di leggi fatali
che reggono i sassi e le genti,
hai istinti generali,
senti solo quel che senti;
sei felice perché sei come sei,
il tuo nulla è tutto tuo.
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco, e non sono io.

Fernando Pessoa

venerdì 5 febbraio 2010

Il mio oriente

Una vecchia calza
e sotto un fuoco di gatta
resto sveglia,
la befana cosa aspetta?

Una bambola nuova
mio padre che ci prova dormi già?
L 'orto per lavarsi
il fiato nelle mani per asciugarsi
e l'odore di minestra
e i ghiaccioli appesi fuori alla
finestra.

C'era la piazza
ed era piena di uomini
di canti di chiesa del Corpus Domini
di pipe di vecchi nati sulle panche
di sguardi ad occhi bassi
di donne stanche
mentre il sole accendeva
le camicie di festa...
e noi che stavamo...
chiusi, chiusi
e com'era bello stare
ad occhi chiusi
freschi di biciclette e panni stesi
ad asciugare al sole
chiusi, chiusi
e ci sentivamo
vivi, vivi
remando sopra tetti di mattini
pieni di giorni immensi
e giorni come vuoti di cortili
tu che mi stringevi il cuore
ed eravamo vivi.

E d'estate nei campi si sentiva cantare
e antichi tamtam venivano dal mare
ed io bambina davo il seno
alla mia bambola di stracci
nelle braccia già di un treno
che lasciava dietro un cielo da dimenticare
mia nonna che mi dava il cuore delle rondini
"un giorno dovrai andare".

Nuda di lacrime lasciavo il mio oriente
senza parole nuda per la mia gente
ciotole d'ambra sotto lune d'avorio
lune di palme sulla terra di ionio
terra dove il cielo ha seminato stelle
miele di Grecia nella mia pelle
Chiusi, chiusi
e com'era bello andare ad occhi chiusi
a quale civiltà ci siamo arresi
chiusi, chiusi
e ci sentivamo
vivi, vivi
dov'era il mondo quando tu non c'eri?
Vivi in mezzo a milioni di persone
aperti non so dove
azzurri come un sabato
se è vero che ci vuole.

(Na nininè ti do la craunè
Na nininè ti do la craunè
Na nininè ti do la craunè
na ninina ninina.)
Signore mio fa
scurì le stelle
questa è la notte
di rubbà le donne

Chiusi, chiusi
e ci sentivamo
vivi, vivi
remando sopra tetti di mattini
pieni di giorni immensi e odor di legna e di camini
belli come Dio, amore mio
noi eravamo vivi…


Mia Martini

martedì 2 febbraio 2010

domenica 24 gennaio 2010

Almeno tu nell'universo

Sai, la gente è strana,
prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente,
prima la verità poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente

Sai, la gente è matta,
forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.

Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.

Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

Sai, la gente è sola,
come può lei si consola,
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.

Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.

Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

Mia Martini

giovedì 14 gennaio 2010

E' stato molto bello

I colli dei cigni
splendono alla luce
e mille barbagli
trafiggono le palpebre
il fuoco che bruciò Roma è solo sprazzo.
Così mi incendi.
Con bugie di suoni mi possiedi.

E' stato molto bello
finisce la tarda estate.
E' stato molto bello
si prolungano le ombre oltre la sera.
Non domandarmi dove porta la strada
seguila e cammina soltanto.

Io non invecchio
(SONO GIA' VECCHIA)
niente più m'imprigiona.

Franco Battiato



mercoledì 13 gennaio 2010

Il vuoto

Tempo non c'è tempo sempre più in affanno
inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto
E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto

year play rest my way day thing man your world life
the hand part my child eye woman cry place work week
end your end case point tu sei quello che tu vuoi
government the company my company ma non sai quello che tu sei
Number group the problem is in fact
money money……

Danni fisici psicologici collera e paura stress
sindrome da traffico ansia stati emotivi
primordiali malesseri pericoli imminenti
e ignoti disturbi sul sesso

Venti di profezia parlano di Dei che avanzano

year play……………….

Tempo non c'è tempo sempre più in affanno
inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto

Danni fisici psicologici collera e paura stress
sindrome da traffico ansia stati emotivi
primordiali malesseri pericoli imminenti
e ignoti disturbi sul sesso

Venti di profezia parlano di Dei che avanzano

Tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei
end your case point Tu sei quello che tu vuoi
government and company my company ma non sai quello che tu sei
number group the problem is in fact
money money........

Tempo non c'è tempo sempre più in affanno
inseguo il nostro tempo
vuoto di senso senso di vuoto

Franco Battiato

lunedì 11 gennaio 2010

Il mio domani

Stanotte no, non sei con me
Non parlo, non rido, e so il perché
Succede che una parte di noi
Si avvicina al cielo prima o poi
E bevi un po', ti illumini, non vedi, non senti
Ma l'aspetti, verrà, forse domani
Come tanti bambini, così ero anch'io
Cosa fai tu da grande, io mi aspetto di più
Ma la pioggia nel tempo ha bagnato anche me
E da solo cadendo ho gridato perché
Non piangere, non perderti, devi vincere adesso
Tu mi hai detto sarà forse domani, forse domani
E immagino un deserto che ha foreste di lillà
Dove sognare, cancellando le città - ma da solo
Io corro dove il tempo non ha pace né pietà
E, nell'attesa del Natale che verrà, sarò solo
Solo con i miei pensieri, come tutti
Così anch'io pregherò per il domani
Abbracciati nel mare, il ricordo di te
Solo con il mio male mi consumo perché
Se la grandine al sole non si scioglie con te
Tu non puoi cancellare il desiderio che ho in me
Di vivere illudendomi che mi allunghi le mani
E che tu sia poi il mio vero domani - il mio domani
E immagino carezze, quelle nei capelli tuoi
Ma soffia un vento di altalene che non vuoi e da solo
Accendo questa stella, che speranze più non dà
E come il muro di Berlino crollerà, un anno d'oro
Ma è un'eclissi di te e dietro tutti i miei perché
Sarai sempre il mio domani... tu

Umberto Tozzi