giovedì 20 novembre 2008

Sto lavorando sodo per preparare il mio prossimo errore

(B. Brecht)

mercoledì 19 novembre 2008

La magia delle mani

Di nuovo, nel pieno fervore di qualche lavoro, le loro mani si avvicinavano e, posato sul pavimento quello che portavano, restavano l'una nell'altra, e un impeto di annebbiante, invincibile tenerezza li disarmava. Di nuovo, rimanevano senza fare nulla e tutto scappava loro di mente. Di nuovo, trascorrevano i minuti, formavano ore e si faceva tardi, e tutti e die con spavento tornavano in sè, ricordandosi di Kàten'ka lasciata senza sorveglianza, o del cavallo a cui non era stato dato da mangiare e da bere, e si buttavano a riguadagnare il tempo perduto e riparare le dimenticanze, tormentati dall'improvviso rimorso.

Borìs Pasternàk - Il dottor Zivago

martedì 18 novembre 2008

De Amicitia

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.


Kahlil Gibran

venerdì 14 novembre 2008

il senso della vita

Ogni vita è una storia senza lieto fine, perché la morte vince sempre. Quello che è importante è vivere fino in fondo determinate esperienze che possono dare un senso all'intera esistenza.

Una doppia iniziazione
Intervista a Philippe Besson
autore di Un amico di Marcel Proust
dal sito www.infinitestorie.it
[http://www.infinitestorie.it/frames.speciali/speciali.asp?ID=348]

giovedì 13 novembre 2008

La consapevolezza della straordinarietà dell'amore

Il loro era un grande amore. Ma tutti amano senza accorgersi della straordinarietà del loro sentimento. Per loro invece, e in questo erano una rarità, gli istanti in cui, come un alito d'eternità, nella loro condannata esistenza umana sopravveniva il fremito della passione, costituivano momenti di rivelazione e di un nuovo approfondimento di se stessi della vita.

Borìs Pasternàk - Il dottor Zivago

mercoledì 12 novembre 2008

Chi muore (Ode alla vita)

“… Lentamente muore chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore ed ai sentimenti …”

(da “Chi Muore (Ode alla vita)” di P. Neruda)

martedì 11 novembre 2008

"L’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi".



Bill Parrish: Tu ami Drew? ….Tu ami Drew?
Susan Parrish: Vuoi dire come tu amavi la mamma?
B: Dimentica me e la mamma. Intendi sposarlo?
S: E’ probabile.
B: Ascolta, vado pazzo per quel ragazzo, è intelligente, intraprendente, potrebbe portare la Parrish Communications nel ventunesimo secolo, e me con lei.
S: Mmh-mhm, allora cos’è che non va?
B: Vale per me, io sto parlando di te. Non è quello che dici di Drew, è quello che non dici.
S: Forse non ascolti.
B: Oh si, invece. Non un ombra di trasalimento, un bisbiglio di eccitazione; questo rapporto ha la stessa passione di una coppia di nibbi reali. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio.
S: Ah, tutto qua?
B: Sì, abbi una felicità delirante, o almeno non respingerla.
S: Va bene. ”Abbi una felicità delirante” vedrò, vedrò di fare il possibile..
B: Lo so che ti suona smielato, ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: “Buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera”. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perchè la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo; fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto.
S: Bravo!
B: Ah, sei una dura.
S: Scusami, d’ accordo, dimmelo di nuovo, ma stavolta la versione breve.
B: Va bene: non respingere. Chi lo sa? Esiste il colpo di fulmine? Sì?
S: Sì.

Dal film Vi presento "Joe Black"