martedì 8 gennaio 2008

Cambio stagione

CAMBIO STAGIONE (cambiano gli uomini come le stagioni)
(testo di C. Consoli - musica di Ron e A. Pistilli)

Dicembre cordiale e insolito
ritorna...
dando vita all'improvvisa urgenza
di cambiamento.

Il tempo a volte è ostile
ed altre complice...
soggettiva interpretazione
ma spesso torna utile poichè
può dare modo di arrivare...
a mettersi in gioco.

Primavera lieve e indolente
superba...
quindici anni, capelli arruffati
in segno di ribellione...

Il tempo a volte è ostile
ed altre complice...
L'arma più efficace è l'attesa.
Questo è quanto diceva mio padre:

"Se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino
di comode scelte.
Se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine per
metterti in gioco."

Riecheggiano le estati tiepide
di agosto.
Dei trent'anni ricordo l'insolenza
e l'indecisione...

Il tempo a volte è ostile
ed altre complice...
L'arma più efficace è l'attesa.
Questo è quanto diceva mio padre:

"Se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino
di comode scelte.
Se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine...

Promettimi che eviterai
mediocri vie di mezzo...
accomodanti e che non soddisfano (concilianti e che non ti appartengono)
La fortuna abbraccia gli audaci
e non è pura coincidenza...

Se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino
di comode scelte.
Se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine per
metterti in gioco."

lunedì 7 gennaio 2008

Cercami

Cercami
come quando e dove vuoi
cercami
è più facile che mai
cercami
non soltanto nel bisogno
tu cercami
con la volontà e l’impegno...rinventami!
Se mi vuoi
allora cercami di più
tornerò
solo se ritorni tu
sono stato invadente
eccessivo lo so
il pagliaccio di sempre
anche quello era amore però...
Questa vita ci ha puniti già
troppe quelle verità
che ci son rimaste dentro...
Oggi che fatica che si fa
come è finta l’allegria
quanto amaro disincanto...
Io sono qui
insultami,feriscimi
sono così
tu prendimi o cancellami...
Adesso si
tu mi dirai che uomo mai...ti aspetti.
Io mi berrò
l’insicurezza che mi dai
l’anima mia
farò tacere pure lei
se mai vivrò
di questa clandestinità per sempre...
Fidati
che hanno un peso gli anni miei
fidati
e sorprese non avrai
sono quello che vedi
io pretese non ho
se davvero mi credi
di cercarmi non smettere no...
Questa vita ci ha puniti già
l’insoddisfazione è qua
ci ha raggiunti facilmente...
così poco abili anche noi
a non dubitare mai
di una libertà indecente
io sono qui
ti servirò ti basterò
non resterò
una riserva, questo no...
Dopo di che
quale altra alternativa può...salvarci!
Io resto qui
mettendo a rischio i giorni miei
scomodo si
perché non so tacere mai...
Adesso sai
senza un movente non vivrei..comunque.
Cercami...cercami...non smettere

giovedì 3 gennaio 2008

L'attesa

Non importa quanto aspetti, l'importante è chi aspetti.

E io so che ne vale la pena. E allora aspetto, e vivrò ogni attimo come se fosse il primo, come se fosse l'unico.

Di certo è un dono che non tutti ricevono.

L'amore è questo dono degli eletti, un miracolo, un diamante da vivere e conservare con cura.

E l'amore muore solo quando smette di essere sognato.

venerdì 28 dicembre 2007

La contraddizione

giovedì 20 dicembre 2007

Bacio

Bacio che sopporti il peso
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
diventa suono e paura.

Alda Merini

mercoledì 12 dicembre 2007

Non volevo

Tra i fiumi e le colline
Si spengono tramonti
Per noi che siamo piccoli
E un po' soli

La sera è così fresca
La luna è così chiara
Vorrei provare
A non pensare a niente
E mi confondo con le nuvole
E volo in alto oltre il mio respiro

Lungo le sere
Le strade e le frontiere
Si sente un suono forte
Un rimbombar di canto
E noi distesi a farci ombra
Sognando isole e mondi indefinibili

[...]

Come siamo difficili
Quando ci innamoriamo
Siamo sottili vele
Contro un vento silenzioso

Ti prenderei per mano
Ti porterei lontano
Da questi grattacieli
E case di metallo
E l'uno accanto all'altro senza far rumore
Sognando isole e mondi indefinibili

[...]
All'angolo della piazza
il bisinfio zampognaro e lo sparuto zingaro
si contendono gli spettatori
distratti e frettolosi.

La cacofonia di zampogna e fisarmonica si confonde
con le luci degli addobbi per le strade,
velando sguardi più stupidi che stupiti.